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UN AIUTO CONCRETO PER L’ECUADOR
L’Ecuador è un paese di contrasti notevoli, dove convivono bellezze e ricchezze ambientali, storiche, insieme a un degrado diffuso e a condizioni di vita disumane. E’ un concentrato degli squilibri del mondo intero.
Dalle Ande, alla Foresta Amazzonica si attraversano quasi tutte le tipologie climatiche esistenti sulla terra. Chi ha avuto la fortuna come me di visitare l’Ecuador, ricorderà per sempre i paesaggi e la natura di una bellezza indescrivibile. E’ un paese dalle risorse e potenzialità enormi: turismo, petrolio, pesca, prodotti agricoli (l’Ecuador è il principale produttore mondiale di banane). Ma è anche un paese fragile nell’economia e nella finanza, senza una propria moneta e politica economica, dove larghi strati della popolazione vivono in condizioni inaccettabili, senza alcun aiuto ed assistenza.
La popolazione india e campesina ha la consapevolezza, manifestando sempre dignità e impegno, delle proprie radici e lotta per il mantenimento della lingua e cultura; da anni strutture come FEPP (Fondo Ecuadoriano Populorum Progressio), Codesarrollo (nuova realtà bancaria che sta promuovendo un sistema finanziario etico di Casse Rurali), si sono impegnate a promuovere un tipo di sviluppo etico e duraturo che ne salvaguardi l’identità. In molte zone dell’Ecuador la povertà affonda le sue radici nella mancanza di disponibilità di denaro, con poche decine di dollari (moneta ufficiale anche in Ecuador) si permetterebbe a molte famiglie di fare piccoli investimenti e di uscire dalla miseria. I campesinos e gli artigiani riescono a rompere questo circolo vizioso che condanna chi è debole e povero a non poter ricevere prestiti senza incorrere negli usurai. Grazie a Codesarrollo e la costituzione di piccole Casse Rurali come erano le nostre in Italia cento anni fa’, le famiglie ecuadoriane possono ottenere piccoli prestiti e comprare la terra, avviare piccoli allevamenti, produrre alimenti e oggetti di artigianato da commercializzare e vendere per ripagare i prestiti ottenuti, mantenendo un piccolo capitale da investire o spendere per migliorare la qualità della propria vita.
Il 24 e 25 ottobre 2002 a Quito, in un convegno, dove hanno partecipato i rappresentanti di importanti Organismi Ecuadoriani, Stranieri e delle Banche di Credito Cooperativo Italiane, si è completato il progetto di “Microfinanza Campesina in Ecuador” ; lo spirito e i valori che animano questo progetto, ben delineati nella “Dichiarazione di Quito”, sono principalmente il primato della persona e l’economia come strumento al servizio della persona.
Rafforzare Codesarrollo è la strada per sostenere uno sviluppo vero per l’Ecuador, Codesarrollo con la logica dello scambio e della reciprocità alla base dei progetti di cooperazione bancaria con le BCC italiane, si è impegnata nella creazione di un sistema finanziario etico e alternativo di Casse Rurali. Qual è l’aiuto concreto che possiamo dare noi Soci e Clienti della BCC Camuna? Possiamo sostenere la capitalizzazione di Codesarrollo versando l’equivalente di una quota di Euro 500,00, o multipli di questa, per diventare un’azionista di donazione di Codesarrollo. Sostenerne la capitalizzazione significa attivare un moltiplicatore permanente di sviluppo per i campesinos pari a dieci volte il capitale investito, che si realizza nel finanziamento di attività produttive nel campo agricolo e della trasformazione dei prodotti.
Questo ci permetterà di partecipare attivamente perché vengano create le condizioni per cui lo sviluppo in Ecuador si coniughi alla giustizia, perché si tengano stili di vita coerenti con uno sviluppo compatibile e si ricerchi e si concretizzi un rapporto nuovo fra etica, finanza ed economia reale.
Il Direttore Generale
Ottavio Bonino

BIENVENIDOS COMPAGNERAS Y COMPAGNEROS
Le corriere che si inerpicano sulle carreteras polverose delle cordillere Andine in Ecuador, sembrano avere i motori truccati per salire così in alto. E’ lì che incontriamo Maria Molina, una donna campesina che vive con i figli a tremila metri di altezza, alle falde del vulcano Cayambe, 5.700 metri di vette imperiose e un ghiacciaio perenne che porta nella valle un vento freddissimo. Qui i campi si lavorano ancora con l’aratro tirato dai buoi, qui non ci sono strutture di irrigazione e quando le stagioni estive sono secche, come quest’anno, sono dolori. Qui i bambini crescono poco perché mangiano poche proteine e si ammalano molto ai polmoni, perché quando tira il vento, non si respira e fa troppo freddo per loro. In questa valle pochi vivono oltre i cinquant’anni.
Maria Molina è la segretaria della piccola Cassa Rurale di questa comunità sperduta fra i monti della provincia di Imbabura a nord di Quito, è lei che gestisce i prestiti concessi ai campesinos, in due anni di attività 8.281 Dollari e l’attuale disponibilità di cassa che conta 150 dollari. I progetti di questo Credito sono sostenuti con l’aiuto dell’agenzia di Ibarra di Codesarrollo e quindi anche con il nostro aiuto come Casse Rurali italiane. Le risorse di lavoro sono principalmente l’allevamento dei cuy (i porcellini d’India) e i lavori di ricamo che poi vengono commercializzati.
Maria Molina ci spiega tutto questo con una determinazione e sicurezza che stupiscono. La sua voce chiara non tradisce alcuna timidezza. E’ la prima volta che in questa micro Cassa vengono dei visitatori stranieri in rappresentanza delle BCC bresciane. Loro non sanno che per noi questa è una visita importante. Perché è proprio in luoghi come questo, fra 850 famiglie di una vallata ecuadoriana, che arrivano i contributi italiani del progetto di micri finanza campesina. Qui nella vallata della Maddalena, a pochi chilometri da Ibarra la Cassa Rurale è in mano a un gruppo di 27 Soci di cui 25 sono donne. Qui gli uomini non ci sono, sono via a lavorare a Ibarra, Quito, Guayaquil. Ogni tanto tornano. E sono le donne che restano a garanzia della stabilità della famiglia, della continuità dei valori, della tradizione e della dignità umana che traspare dai loro occhi. La maggior parte del credito che eroga la Cassa Rurale serve loro per allevare cuy, i porcellini d’India, che nel resto del mondo sono nervosissimi animali domestici, ma che in Ecuador sono entità sacre che finiscono sulle tavole imbandite a ogni festa indios o campesina. Si proverà anche una specie di commercializzazione con l’estero, spedendo gli animaletti sacri, ancora cuccioletti, nel vecchio continente europeo, ma chissà se il loro cuore reggerà al lungo viaggio e allo spavento.
Maria e le altre ci chiamano. Il pranzo è pronto: patate bollite, mais tostato e formaggio fresco prodotto da loro: buonissimo, direi quasi come quello delle nostre malghe camune.
Piove, ma l’attività della comunità non si ferma, la campesinas Maria continua a parlarci, le compagne continuano a ricamare, i bambini a giocare. I pochi uomini che sono rimasti nella vallata della Maddalena, stanno lavorando alla scalinata del grande campo di calcio che hanno appena finito di costruire.
Perché domenica, compagneros, qui si gioca!
Ottavio Bonino
con il prezioso contributo di Macri Puricelli
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